Felafel o Falafel? Nel dubbio, mangiamoli. Anche di Venerdì.

Felafel o Falafel? Nel dubbio, mangiamoli. Anche di Venerdì.
Felafel o Falafel? Nel dubbio, mangiamoli. Anche di Venerdì. 5 1 Anonymous

Falafel

(arabo: فلافل‎, falāfil; in ebraico: פלאפל, traslitt. falāfel)
Come tutti i nomi traslitterati da lingue che hanno una scrittura diversa dalla nostra, anche quello dei Falafel lascia spazio alle interpretazioni: c’è chi lo scrive con la A, e chi lo scrive con la E.
Ma anche sulla ricetta ci sono numerose variazioni: c’è chi usa i ceci, chi usa le fave e, se vogliamo essere precisi, il nome deriva dall’ antica lingua copta e significa, più o meno, “con tanti fagioli”. Quindi mi sa che sarebbe ammessa anche la variante (l’abbiamo provata e vale la pena…) con i lupini.
In ogni caso, la ricetta di cui abbiamo fatto l’infografica ( la prima di questo 2014, a pensarci bene) è quella tradizionale con i ceci. Questo classico dello street food mediorientale, che a New York ha addirittura un re, sostituiva la carne nei giorni del digiuno.
E’ perfetto, quindi, anche per questo secondo venerdì di quaresima, per chi rispetta le tradizioni. Tradizioni che, fra l’altro, sono comuni a così tante religioni differenti fra loro da far pensare che ci siano dietro precetti salutistici validi anche per chi non crede. Un giorno mi sa che parleremo anche di questo, nelle nostre digressioni culinarie.
In ogni caso, di fronte a un piatto di Falafel preparati come si deve, cioè come trovate nella nostra inforicetta o in questo video  della ricetta tratta dal libro Taccuino Bizantino. E dove non mettono sui falafel la granella di semi (ahi ahi ahi) ma per nostra somma invidia possiedono l’attrezzo per fare i falafel tutti uguali: lo abbiamo cercato a lungo, ma non si trova. Se qualcuno sapesse indicarci dove comprarlo a Milano ci farebbe un grosso regalo.
Allora, se il tempo regge, prendete il vostro cartoccio di Falafel e… buon appetito!!! Se non regge, son buoni anche in casa.

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